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Percorsi itineranti

IL GATTOPARDO_AGRIGENTO E PALMA M.

IL GATTOPARDO, LA VENERABILE, LA CATTEDRALE DI AGRIGENTO E PALMA DI MONTECHIARO

 

IL CONTESTO

L´undici agosto del 1676, suor Maria Crocifissa, al secolo Isabella Tomasi di Lampedusa, venne trovata seduta e ansimante a terra. Le suore la soccorsero, ma i loro occhi si posarono anche su un foglietto che giaceva accanto alla donna, su cui vi erano dei segni del tutto incomprensibili. E' la famosa Lettera del diavolo.

Attorno a questo evento e alla famiglia Tomasi di Lampedusa, alla quale si riferiscono i personaggi del libro Il Gattopardo, si sviluppa la prima proposta didattica per le scuole.

                         

MATTINA

TORRE CAMPANARIA DELLA CATTEDRALE E ARCHIVIO CAPITOLARE  

  • Visita alla Cattedrale e alla Torre Campanaria e Archivio.
  • Visita associata: MUSEO DIOCESANO. A richiesta, in base alla disponibiltà del tempo, anche S. Maria dei Greci, Steri Chiaramontano

Nel 1701 si iniziò il processo ordinario sulla sua vita e le sue virtù.

 Nel 1704 fu pubblicata la sua vita, scritta, per volere del vescovo agrigentino mons. F. Ramirez, dal can. Girolamo Turano e poco dopo il p. Pietro Attardo pubblicò 114 sue lettere.

I processi furono terminati alla fine del sec. XVIII e Pio VI, il 15 agosto 1787, proclamò l'eroicità delle sue virtù. Gli Atti del processo diocesano per la Beatificazione della Venerabile Serva di Dio Suor Maria Crocifissa della Concezione sono custoditi  Torre nell’Archivio Capitolare della Cattedrale.

 

POMERIGGIO 

  I LUOGHI DEL GATTOPARDO A PALMA DI MONTECHIARO

  • Visita a  Palma di Montechiaro dei luoghi descritti nel "Gattopardo".
  • Visita associata:  Castello in c.da Santa Domenica

 "Donnafugata come paese è Palma; come palazzo è Santa Margherita.. La Sicilia è quella che è; del 1860, di prima e di sempre...".

Giuseppe Tomasi di Lampedusa Lettera al Barone Enrico Merlo di Tagliavia

  La visita a Palma di Montechiaro permette di conoscere  la famiglia Tomasi di Lampedusa dalla quale discende l'autore del Gattopardo.

Tappe del percorso sono la  Chiesa Madre  la  Chiesa e Monastero delle Benedettine dove si trova la tomba della Beata Corbera (Isabella Tomasi di Lampedusa). Nell'incontro con le Monache è possibile degustare i dolci di mandorla preparati nel Monastero. E' prevista la visita del Palazzo Ducale con i soffitti lignei del XVII secolo.

 NOTE ORGANIZZATIVE

Visita guidata a piedi. Il Pullman per raggiungere la località (Agrigento e/o Palma) può essere a carico diretto dei partecipanti incluso nel preventivo dell'Associazione.

 Pranzo a scelta a carcio dei partecipanti

La visita  può essere anche di mezza giornata a scelta della tipologia di percorso. 

Per il servizio di accompagnamento di mezza giornata  Euro 80. Servizio intera giornata Euro 100.   Il costo del trasporto va aggiunto a richiesta.

Il preventivo spese si riferisce a gruppi con max 50 partecipanti, per altri gruppi conttare l'Associazione.

 

PIRANDELLO E GRIGENTI

PIRANDELLO E GIRGENTI

 

IL CONTESTO

La Girgenti descritta da Pirandello è quella post-risorgimentale, oppressa dalla mancanza d’acqua, dalla mafia, dall’arruolamento obbligatorio, dalla prepotenza dei padroni esercitata sui contadini e sugli zolfatari; Girgenti sembra una città quasi immobile fissa nel tempo, inerte di fronte al suo destino, ma in realtà non è così; essa sta infatti per essere sconvolta dagli scioperi delle miniere e dai movimenti di rivolta dei contadini.

A Girgenti l’autore passò l’infanzia e l’adolescenza e, fino ai primi anni del matrimonio, vi tornava ad ogni estate; poi più raramente. E ad ogni ritorno la sua fantasia “si inzuppava dei fatti grotteschi e pietosi che vi accadevano e che familiari ed amici gli raccontava no: e andavano ad infoltire, ad affollare, quelli che nella sua memoria prepotentemente vivevano” (L.Sciascia). 

 

  MATTINA 

IL CENTRO STORICO NE I VECCHI E I GIOVANI  e UNO NESSUNO E CENTOMILA

  • Visita alla Cattedrale e alla Torre Campanaria e Archivio; Seminario e Steri Chiaramontano; Biblioteca Lucchesiana;  MUSEO DIOCESANO nel Palazzo Vescovile
  •  A richiesta, in base alla disponibiltà del tempo, anche S. Maria dei Greci, S. Spirito (Badia Grande)

I vecchi e i giovani si apre con la descrizione di una  Girgenti desolata, le cui strade sono rese quasi impraticabili dalla violenza di un temporale; una  descrizione che, a leggere attentamente, ci appare simbolica. E’ un romanzo storico poiché è ambientato in un contesto storicamente databile tra il 1892-1893; i fatti raccontati sono realmente accaduti e anche gli stessi personaggi del romanzo sono perfettamente individuabili in personaggi storicamente esistiti e spesso  legati alla biografia  dell’autore.   I vecchi e ei giovani è, tuttavia, un romanzo storico “sui generis”, innanzitutto perché Pirandello  non si riferisce ad un tempo lontano da lui, bensì racconta fatti accaduti  appena quindici anni prima della stesura del romanzo. riche, in realtà hanno  radici ben più profonde, esistenziali.   

 

POMERIGGIO 

  I LUOGHI DEL CAOS

  • Visita alla Casa natale di Pirandello
  • Visita associata:  Momento ricreativo

 La casa natale di Luigi Pirandello si trova in una contrada di campagna, a strapiombo sul mare, denominata "Caos", al confine tra il territorio del comune di Agrigento (4 chilometri) e quello del comune di Porto Empedocle. Si raggiunge percorrendo la strada statale 115 in direzione di Villaseta.

La casa era, in origine, una costruzione rurale di fine Settecento, nella disponibiltà della famiglia Ricci Gramitto, avi di parte materna dello scrittore. Qui, Caterina Ricci Gramitto, madre di Luigi, si era rifugiata per sfuggire alla grave epidemia di colera che nel 1867 imperversava in Sicilia. Passato ad altri proprietari in seguito al tracollo economico della famiglia Pirandello, l'edificio fu danneggiato nel 1943 dallo scoppio di un vicino deposito di munizioni e fu dichiarato monumento nazionale nel 1949. In seguito all' acquisizione, nel 1952, da parte dalla Regione Siciliana, furono intrapresi dei lavori di restauro e sistemazione che hanno dato ai luoghi l'aspetto attuale.

Le stanze del piano superiore con vista sulla campagna circostante ospitano oggetti personali, fotografie, onoreficenze, recensioni, lettere, manoscritti e prime edizioni di libri con dediche autografe, locandine delle opere piu famose del grande scrittore agrigentino e il vaso greco servito per traslare le sue ceneri dal cimitero del Verano a Agrigento

"… sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti dove nacqui".

  

NOTE ORGANIZZATIVE

Visita guidata a piedi. Il Pullman per raggiungere la località (Agrigento) può essere a carico diretto dei partecipanti incluso nel preventivo dell'Associazione.

 Pranzo a scelta a carico dei partecipanti

La visita può essere anche di mezza giornata a scelta della tipologia di percorso. 

Per il servizio di accompagnamento di mezza giornata  Euro 80. Servizio intera giornata Euro 100.   Il costo del trasporto va aggiunto a richiesta.

Il preventivo spese si riferisce a gruppi con max 50 partecipanti, per altri gruppi conttare l'Associazione.

AGRIGENTUM E TRIOKALA_LIBERTINO E PELLEGRINO

LE DUE DIOCESI: AGRIGENTUM E TRIOKALA. Libertino e Pellegrino

 

IL CONTESTO

Il cristianesimo nel territorio sottoposto alla giurisdizione della diocesi di Agrigernto sembra ormai consolidato per il IV-V secolo, sotto il diretto influsso della Chiesa di Roma. Protovescovo, secondo l’Encomio di s. Marciano, fu Libertino, che con Pellegrino subì il martirio nella persecuzione di Valeriano e Gallieno.

Gregorio Magno ricorda Agrigento tra le diocesi della Sicilia e menziona i vescovi Eusanio e Gregorio, la figura più rappresentativa dell’episcopato di A. alla fine del VI secolo.

Tre sono le chiese paleocristiane finora individuate ad Agrigento: una basilichetta cimiteriale extraurbana, ai piedi del versante orientale della collina dei Templi, una chiesa urbana, il cui sito è stato identificato a nord del tempio cosiddetto “della Concordia”, e la chiesa nata dalla trasformazione dello stesso tempio.

La basilichetta extraurbana è un martyrion a pianta rettangolare absidata; il primo impianto di età costantiniana occupò parte di una necropoli tardoromana, inglobando due sepolture preesistenti, che sono state ritenute ipoteticamente le tombe del protovescovo Libertino e di s. Pellegrino.

                        

 

MATTINA

DALLA VALLE ALL'AKROPOLI

  • Visita alla Chiesa di S. Maria dei Greci (edificata su un tempio greco), Cattedrale e alla Torre Campanaria e Archivio.
  • Visita al MUSEO DIOCESANO che conserva le memorie storico-liturgiche-artistiche della Diocesi Agrigento.

 

LIBERTINO

 La tradizione, raccolta dagli storici e scrittori, specie agrigentini, sino al secolo XVIII, riteneva che S. Libertino fosse stato mandato da S. Pietro ad Agrigento per predicarvi il Vangelo. Nella Cattedrale della città si conserva un quadro di Francesco Narbone che rappresenta S. Pietro mentre consegna a S. Libertino la pergamena che lo istituisce vescovo di Agrigento.

Il culto di S. Libertino dovette iniziarsi abbastanza presto: al tempo di Gregorio Magno un pretore di Sicilia ed un vescovo di Sardegna ebbero quel nome, mentre nella vita di S. Gregorio, vescovo di Agrigento, scritta da Leonzio, si ricorda una casa che la Chiesa di Agrigento possedeva da moltissimo tempo in Palermo e che si chiamava Libertino: "era intatti da molto tempo della Chiesa Agrigentina ed era detta Libertino.
Sulla datazione di S. Libertino tra il I e il III secolo concordano il Lanzoni, il Kehr, oltre il Mercurelli.
Secondo la tradizione, raccolta dal Gaetano e inserita nella liturgia del Santo, al 3 novembre, la predicazione di S. Libertino fu così efficace e feconda di risultati che le autorità pagane decisero di stroncarla; non riuscendovi né con le blandizie, né con le minacce, ricorsero alla violenza.

Secondo la tradizione venne martirizzato con S. Pellegrino e poi bruciato; secondo un'altra venne lapidato o ucciso con la spada o con un colpo al petto o al capo.

 

POMERIGGIO 

 TRIOKALA E PELLEGRINO

 

  • Visita a  Caltabellotta: VECCHIA CATTEDRALE (restaurata), CASTELLO (Ruderi), CHIESA DELLA PIETA', CHIESA E EREMO DI SAN PELELGRINO
    • Visita associata: Altri monumenti in base al tempo disponibile.

 

Triokala, città della Sicilia, così definita da Filisto di Siracusa (V sec. a.C.), è sempre stata indicata da tutti gli storici nel territorio di Caltabellotta. C i riferisce Plinio il Vecchio (Storia naturale libro XIV), era molto apprezzato da Giulio Cesare il quale nei pubblici conviti volle che venissero serviti i vini di Triokala, Nasso, Entella e Morgantina.

Triocala, deve il suo nome a tre doni di madre natura: la Rocca, l'abbondanza e la dolcezza delle acque e la fruttuosità ubertosa delle sue campagne.

Con il periodo Normanno, venne la fama, conquistata nel 1090 da Ruggero il Normanno, questi inflisse una dura sconfitta agli Arabi ed a perenne ricordo edificò sul monte un tempio in onore di San Giorgio con doppio ordine di colonnati, di cui oggi non rimane traccia.

 

LA PACE DI CALTABELLOTTA

La Guerra dei Vespri Siciliani, ebbe fine sul monte Castello, altrimenti conosciuto come il "Pizzo di Caltabellotta". Il 31 agosto dell'anno 1302, probabilmente nel castello del Pizzo, si firmò il trattato di pace, per il quale Federico III venne riconosciuto Re di Trinacria, con l'impegno a convolare a nozze con Eleonora d'Angiò, sorella di Roberto Re di Napoli, ponendo termine alla guerra del vespro.

 

PELLEGRINO

La vita di S. Pellegrino o Peregrino, primo vescovo di Triocala, l’antica Caltabellotta, mandato da S. Pietro da Roma, ci è stata tramandata in alcuni manoscritti latini e italiani. Quelli latini, molto più brevi, in forma di lezioni compendiate come quelle del Breviario Romano, sono tre e sono riportati dal Gaetani o Caietano e dagli Acta Sanctorum: due, quasi identici, riguardano la “Vita di S. Pellegrino Confessore”, e il terzo è il “Martirium” o “Passio” di Libertino Vescovo di Agrigento e di S. Pellegrino”. Ma la fonte più ampia e completa è il manoscritto italiano

del 1794, scoperto e pubblicato nel 1963 da A. Daneu Lattanzi. A questi testi bisogna aggiungere il riferimento a S. Pellegrino contenuto nel  codice greco dell'“Encomio” di S. Marciano, protovescovo di Siracusa.

NOTE LOGISTICHE

Visita guidata a piedi. Il Pullman per raggiungere la località (Agrigento) può essere a carico diretto dei partecipanti incluso nel preventivo dell'Associazione.

 Pranzo a scelta a carico dei partecipanti

La visita può essere anche di mezza giornata a scelta della tipologia di percorso. 

Per il servizio di accompagnamento di mezza giornata  Euro 80. Servizio intera giornata Euro 100.   Il costo del trasporto va aggiunto a richiesta.

Il preventivo spese si riferisce a gruppi con max 50 partecipanti, per altri gruppi conttare l'Associazione.

MUDIA

Museo DiocesanoVia Duomo 10092100 Agrigento AgTel: 3277549152Fax: 0922 490024ecclesiaviva@gmail.com
MUseo DIocesano Agrigento

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