APERTURE

Team building of Art Experience

Sono convinto che l’ispirazione autentica di un artista acquisti valore nel suo processo creativo e diventi immortale nella forma che riesce a catturarne l’anima, ma ciò che rende davvero rilevante l’arte è la generosità del donare. Così, in questo viaggio, che da “mio” pian piano diventa “nostro”, l’estro inventivo e il pensiero di ogni singolo artista si fondono nel risultato di una pregevole “Opera Unica” dal sorprendente slancio comunicativo, reso esplicito nelle evidenti armonie di più visioni protese al trionfo di una stessa melodia.
Da artisti di varia sensibilità, di differente età e dai diversi trascorsi, sorge rinvigorito un modo corale di promuovere l’arte quale veicolo primario di cultura, la testimonianza efficace dell’immenso valore espressivo presente nella vita e nella storia contemporanea del nostro territorio. Tutto il percorso è stato orientato verso la riscoperta dell'etica stessa dell’arte e vuole trasmettere un invito a riflettere sul ruolo potenziale che essa, anche nel nostro presente, riveste nell’unire il pensiero, le differenti culture, le attitudini dei singoli per diventare, nell’ insieme, megafono di armonie. L’arte è inclusiva e dà voce all’impossibile che diventa possibile. Piccoli passi diventano l’inizio, tramite la creatività, la consapevolezza e la saggia condivisione, di una metodica più elevata ed efficace di comunicare.
L’incontro personale con gli artisti, "viaggio nel viaggio", ha tracciato una reale riscoperta delle relazioni profonde che ci legano al territorio e all’unico filo che accomuna passioni, espressività e sentimenti, un terreno fertile in cui il vivere e il sentire di ognuno cresce e si radica per espandersi, diffondendo un’eredità ideale di valori antichi racchiusi e custoditi.
Il MuDiA casa del territorio e spazio vivo della creatività contemporanea

Il progetto Aperture. Team building of Art Experience a cura di Pietro Conte rappresenta un’esperienza culturale e umana nella quale l’arte contemporanea è protagonista, assumendo il ruolo di linguaggio capace di unire persone, sensibilità, storie e visioni. Si configura così come molto più di una semplice esposizione collettiva.
All’interno delle sale del Museo Diocesano di Agrigento, circa settanta opere di artisti locali compongono un mosaico vivo e pulsante, nato dall’incontro, dalla condivisione e da quel fitto intreccio di coincidenze, legami invisibili, motivazioni e aperture interiori che Pietro Conte riconosce come origine autentica del fare artistico.
In questa prospettiva, il MuDiA continua a presentarsi non solo come luogo di conservazione, ma come spazio che accoglie, ascolta e rilancia la voce del presente. Il museo ribadisce di essere casa del territorio: un luogo in cui la memoria dialoga con l’oggi e in cui il patrimonio custodito entra in relazione con le nuove forme di espressione.
La presenza di artisti locali assume allora un valore profondo, perché restituisce al territorio stesso la coscienza della propria vitalità culturale, della propria capacità generativa, della ricchezza di esperienze e linguaggi che lo abitano.
L’arte contemporanea, inserita in un luogo tradizionalmente dedicato alla custodia del patrimonio, acquista qui una forza ulteriore: non interrompe il dialogo con il passato, ma lo prolunga, lo rinnova, lo rende fecondo. Il Museo Diocesano di Agrigento si conferma così come luogo di custodia e, insieme, di promozione della cultura del bello. Non un bello astratto o distante, ma un bello incarnato nella vita, nelle relazioni, nella pluralità dei linguaggi artistici.
La contemporaneità non entra nel museo come elemento estraneo, bensì come naturale prosecuzione di una storia culturale che continua a interrogare l’uomo, il suo bisogno di significato, il suo desiderio di esprimere ciò che lo abita più profondamente.
In questo senso, il MuDiA apre realmente possibilità di espressione per tutti: non solo per gli artisti, chiamati a offrire la propria visione e il proprio mondo interiore, ma anche per il pubblico, invitato a riconoscersi in questo processo di apertura. L’arte, infatti, non è mai chiusa nell’autoreferenzialità: quando è autentica, cerca l’altro, si offre, interpella, crea legami.
Artisti di età, esperienze e sensibilità differenti si ritrovano uniti in un’unica tensione espressiva, dimostrando che l’arte può ancora essere veicolo primario di cultura e strumento efficace di coesione. La molteplicità delle opere presenti non frammenta il discorso, ma lo arricchisce, perché ogni singola tessera contribuisce a una visione più ampia e condivisa.
Lasciare spazio allo spirito creatore significa allora riconoscere che esso continua ad agire anche negli artisti di oggi, nelle loro ricerche, nei loro linguaggi, nelle loro inquietudini e speranze. La creatività non è un lusso marginale, ma una forma alta di conoscenza e di testimonianza: custodisce il mistero dell’umano e, nello stesso tempo, lo rende visibile.
Dentro le sale del museo, questo spirito creatore non solo trova espressione, ma viene accolto e legittimato come parte integrante di un cammino culturale che appartiene all’intera comunità.
Il Museo Diocesano di Agrigento si fa così luogo vivo, inclusivo, generativo: un museo che è casa; non solo custodia, ma dialogo; non solo memoria, ma futuro.
Artisti e opere
Vincenzo Ingravidi (Cianciana), Davide Fiorino (Palermo) Silvia Gaglio (Porto Empedocle), Filippo Galletto (Raffadali), Stefano Gallitano (Realmonte), Manlio Geraci (Palermo), Lillo Giuliana (Caltanissetta), Salvatore Indelicato (Agrigento), Liu Jintong (Cina), Mario Martino Ianfranconi (Milano), Tano Licata (Favara), Silvia Lotti (Campobello di Licata), Rosalba Mangione (Agrigento), Luna Marrali (Canicattì), Salvino Marrali (Canicattì), Geronimo Martinez Ganzò (Argentina), Gerlando Meli (Raffadali), Giuseppe Miccichè (Santa Elisabetta), Dora Mirabello (Porto Empedocle), Fulvia Morganti (Avola), Adriano Angelo Morrealese (Favara), Rosario Naccari (Agrigento), Sara Nizzi (Porto Empedocle), Vincenzo Ognibene (Palermo), Giorgio Pagano (Agrigento), Enzo Palminteri (Canicattì), Mario Passarello (Agrigento), Enzo Patti (Palermo), Vincenzo Patti (Favara), Paolo Mendola (Burgio), Piccolo Nizar Vincenzo Della Rocca (Palermo), Federico Pilato Womg (Agrigento), Vincenzo Pletto (Favara), Carmelo Presti (Porto Empedocle), Calogero Proietto Kalos (Agrigento), Giovanni Proietto (Realmonte), Gianni Provenzano (Agrigento), Luisa Racanelli (Roma), Maria Giuseppina Riggi (San Cataldo), Alfonso Rizzo (Canicattì), Giuseppe Crizzo Rizzo (Aragona), Katia Scarlata (Nicosia), Filippo Sciacca (Agrigento), Pietro Sciortino (Palermo), Giusy Sicardi (Cianciana), Lucia Stefanetti (Sciacca), Leonardo Tanto (Agrigento), Mario Trapani (Agrigento), Li Xin (Cina), Lory Zambuto (Agrigento), Marta Alessi (Cianciana), Matteo Fabio (Palermo), Giuseppe Agozzino (Agrigento), Mario Amari (Cianciana), Stefania Amari (Cianciana), Piero Baiamonte (Racalmuto), Calogero Barba (San Cataldo), Silvio Benedicto Benedetto (Campobello di Licata), Rosario Bruno (Siculiana), Romina Burgio (Sommatino), Francesco Cannia (Palermo), Merylin Denise Castellino (Palma di Montechiaro), Domenico Cocchiara (Bivona), Pietro Conte (Santa Elisabetta), Pietro Costa (Alessandria della Rocca), Antonio Curcio (Palermo), Nicolò D’Alessandro (Palermo), Giusi Di Liberto (Palermo), Tano Di Mora (Realmonte), Juan Esperanza (Sutera).
